Ischia, l'isola dimenticata

Ischia, l'isola dimenticata

Pithu Esu

Prezzo: 14,90  €
Autore: Kupfer-Koberwitz Edgar
Pagine: 432

ISBN: 9788898494279

Data Pubblicazione: 2025

L’isola d’Ischia, che accoglie Kupfer-Koberwitz  tra il 1939 e il 1940, è un va­riegato mi­crocosmo che riflette una real­tà incontaminata e per molti aspetti legata a modalità ancestrali di vita e di relazioni. è ancora quell’ambiente che aveva attirato tan­ti artisti e scrittori che hanno visto nell’isola un’utopica Ar­cadia o un Eden di pace e be­nessere. Ciò che contraddistingue Kupfer-Koberwitz da molti altri viaggiatori stranieri è la curiosità di co­no­scere la mentalità de­gli ischi­tani e un genuino rispetto per i loro usi e costumi. Manca in lui la posa da censore morale, a differenza di uno Stendhal che definì gli ischitani «selvaggi africani» o di un Ber­keley che li ritenne violenti, xenofobi e sempre pronti ad usare armi e coltelli. In epoca più vicina a noi, nemmeno Pa­solini risparmiò considerazioni poco lusinghiere sugli a­bitanti di una con­­trada dell’isola. L’autore, invece, non si è rifugiato in una torre d’avorio, bensì ha ricercato la vicinanza con pescatori, contadini, artisti geniali e squattrinati, e soprattutto con i vetturini, dai quali si fa accompagnare nei luoghi più reconditi e suggestivi, sem­pre ponendo do­mande per sod­disfare la sua sete di conoscere non solo gli aspetti paesaggistici, ma soprattutto le vicende umane, ora commoventi ora allegre, della povera gente, dalla quale veniva ricambiato con sinceri sentimenti di stima. Raccogliendo in for­ma di ro­manzo le testimonianze sulla storia, le leggende, le tradizioni in un caleidoscopio di im­magini e avvenimenti, Kupfer-Koberwitz offre dell’isola un ritratto non con­ven­zionale, ma ossequioso verso la sua identità più profonda e fonte di preziose in­formazioni e ragguagli etnici e culturali.

Edgar Kupfer-Koberwitz nasce nel 1906 nei pressi di Breslavia. Tra il 1934 e il 1940, seguendo il percorso di altri intellettuali perseguitati dalla Gestapo, si rifugia a Pa­rigi e poi in Italia. Dopo un periodo trascorso a Ischia, viene arrestato e deportato a Dachau. So­prav­vissuto agli orrori del lager pubblica i Diari di Dachau. Ap­pun­ti del prigioniero 24814. Gra­zie ad opere come L’isola dimenticata e Gli amici degli animali. Apro la mia bocca per i muti. diventa una figura culto per gli animalisti e i vegetariani di tutto il mondo. Muore nel 1991.