Ischia, l'isola dimenticata
Pithu Esu
ISBN: 9788898494279
Data Pubblicazione: 2025
L’isola d’Ischia, che accoglie Kupfer-Koberwitz tra il 1939 e il 1940, è un variegato microcosmo che riflette una realtà incontaminata e per molti aspetti legata a modalità ancestrali di vita e di relazioni. è ancora quell’ambiente che aveva attirato tanti artisti e scrittori che hanno visto nell’isola un’utopica Arcadia o un Eden di pace e benessere. Ciò che contraddistingue Kupfer-Koberwitz da molti altri viaggiatori stranieri è la curiosità di conoscere la mentalità degli ischitani e un genuino rispetto per i loro usi e costumi. Manca in lui la posa da censore morale, a differenza di uno Stendhal che definì gli ischitani «selvaggi africani» o di un Berkeley che li ritenne violenti, xenofobi e sempre pronti ad usare armi e coltelli. In epoca più vicina a noi, nemmeno Pasolini risparmiò considerazioni poco lusinghiere sugli abitanti di una contrada dell’isola. L’autore, invece, non si è rifugiato in una torre d’avorio, bensì ha ricercato la vicinanza con pescatori, contadini, artisti geniali e squattrinati, e soprattutto con i vetturini, dai quali si fa accompagnare nei luoghi più reconditi e suggestivi, sempre ponendo domande per soddisfare la sua sete di conoscere non solo gli aspetti paesaggistici, ma soprattutto le vicende umane, ora commoventi ora allegre, della povera gente, dalla quale veniva ricambiato con sinceri sentimenti di stima. Raccogliendo in forma di romanzo le testimonianze sulla storia, le leggende, le tradizioni in un caleidoscopio di immagini e avvenimenti, Kupfer-Koberwitz offre dell’isola un ritratto non convenzionale, ma ossequioso verso la sua identità più profonda e fonte di preziose informazioni e ragguagli etnici e culturali.
Edgar Kupfer-Koberwitz nasce nel 1906 nei pressi di Breslavia. Tra il 1934 e il 1940, seguendo il percorso di altri intellettuali perseguitati dalla Gestapo, si rifugia a Parigi e poi in Italia. Dopo un periodo trascorso a Ischia, viene arrestato e deportato a Dachau. Sopravvissuto agli orrori del lager pubblica i Diari di Dachau. Appunti del prigioniero 24814. Grazie ad opere come L’isola dimenticata e Gli amici degli animali. Apro la mia bocca per i muti. diventa una figura culto per gli animalisti e i vegetariani di tutto il mondo. Muore nel 1991.
